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Il Museo del Novecento a Milano

Tecnologia audio al servizio dell’arte moderna: la diffusione acustica nel Museo del Novecento a Milano
“A cavallo” tra Arengario e Palazzo Reale, il Museo del Novecento è dotato di un impianto di diffusione audio particolarmente efficace e “garbato”
Davvero notevole la ristrutturazione (ma sarebbe meglio dire: il ripensamento dello spazio) al quale il Palazzo dell’Arengario, nel cuore di Milano a pochi metri dal Duomo, è stato sottoposto negli ultimi anni per ospitare il museo del Novecento: l’intera arte novecentesca ripercorsa in ventisei sale che si snodano, secondo un percorso in ordine cronologico, tra il Palazzo dell’Arengario e il contiguo Palazzo Reale, collegato mediante una passerella aerea di recente costruzione.
Sale grandi e piccole, varie e monografiche, che dal celeberrimo “Quarto Stato” conducono, attraverso una riflessiva e affascinante camminata, all’arte degli Anni ’80, per un totale di 400 opere. I lavori sono iniziati nel giugno 2007 e conclusi nel 2010, con il Museo inaugurato appunto nel dicembre dello scorso anno.
In una simile ristrutturazione, che sfrutta al massimo gli spazi a disposizione, non potevano mancare gli aspetti tecnologici. Ci concentriamo in particolare sulla diffusione sonora che, in un ambiente museale, per di più così vasto, è indispensabile: RCF ha avuto un ruolo da protagonista, occupandosi di fornitura e scelta delle apparecchiature, progettazione e installazione.
L’esigenza era, vista la natura dell’ambiente (esposizione di opere d’arte, alcune molto complesse, vere e proprie installazioni dinamiche), costruire un sistema di diffusione audio il più possibile capillare (deve coprire tutte e ventisei le sale espositive) e allo stesso tempo poco invasivo sotto l’aspetto visivo. L’obiettivo è stato ampiamente raggiunto: il sistema ha il suo centro nevralgico al banco dell’accettazione, nella hall del Museo al pianterreno, e si dipana di sala in sala mediante diffusori acustici da incasso a controsoffitto o a parete, praticamente invisibili e di certo in grado di non guastare la visione delle opere. Ci conferma Aristodemo Preda di RCF, responsabile del progetto acustico, che “per ogni sala è stata fatta una valutazione ambientale per individuare la collocazione migliore dei diffusori acustici”, indi si è proceduto alla messa in opera.
L’impianto consente la “classica” diffusione di annunci (comunicazioni interne di servizio, avvisi rivolti al pubblico per presentazioni o conferenze che si tengono in una particolare sala del Museo) come anche la trasmissione di messaggi di emergenza, in ossequio alla normativa europea EN 60849, dedicata appunto agli impianti elettroacustici applicati ai sistemi di emergenza. “Per rendere più funzionale il sistema” – continua Aristodemo Preda – “ogni sala espositiva è stata considerata come zona a sé stante, sia nell’ottica di funzionamento standard, sia in condizione di emergenza.” Ogni area, infatti, è servita da una doppia linea di altoparlanti, ciascuna collegata a un proprio amplificatore per garantire in caso di guasto l’invio del messaggio di emergenza.
Per la gestione è stato utilizzato il DXT 5000, un sistema digitale a tecnologia distribuita, che consente a ogni componente di avere un proprio indirizzo fisico: questo permette la totale configurazione e installazione in accordo alle normative europee. Il monitoraggio dei dispositivi connessi, degli ingressi e delle uscite analogiche, è consentito dall’unità centrale del sistema (MU 1500).
Equipaggiando gli altoparlanti con la scheda SC 5926, il sistema può funzionare in modalità “diffusori attivi”, oppure operare in “modalità 100V” utilizzando l’apposita interfaccia MT 5708. Si tratta dunque di un sistema totalmente configurabile tramite il pannello frontale equipaggiato con 6 tasti e un display LCD o, più agevolmente, attraverso la sua interfaccia grafica che può essere installata su ogni PC (richiede Windows 2000 oppure XP).
Il sistema è esplicitamente pensato per soddisfare tutte le esigenze dei sistemi PA di ogni dimensione grazie ai moduli e alle periferiche implementabili.
Nel caso del Museo del Novecento, sono stati scelti, per le sale maggiori, diffusori acustici della serie Monitor Q, che uniscono un’elevata qualità di riproduzione a un innovativo design, in particolare i modelli MQ 60H e MQ 50C, mentre per tutte le altre zone sono stati impiegati diffusori acustici a due vie per garantire in ogni caso una perfetta riproduzione del messaggio inviato.
Insomma, un elemento fondamentale ma non protagonista, per così dire, il cui primo compito è nascondersi restando utile e fruibile, per accompagnare nel migliore dei modi un percorso appassionante che va da Pellizza da Volpedo al Futurismo, da Boccioni e de Chirico a Fontana, dall’Astrattismo all’Arte povera, in una location che per posizione (Piazza Duomo) e per pregio architettonico non potrebbe essere migliore.
www.museodelnovecento.org
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