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Ketch Kelly

Ketch Kelly riceverà il primo "Riconoscimento Speciale RCF USA Award" del 2011
Il cliente RCF della prima ora Eric “Ketch” Kelly, del Ferguson Center della Christopher Newport University è il vincitore del premio "RCF USA Special Recognition Award" 2011.
“Ketch Kelly ha fatto molti sforzi per promuovere il marchio RCF negli Stati Uniti - dichiara John Krupa, Direttore vendite di RCF USA - in particolar modo l'assortimento TT+. Con tanta esperienza alle spalle e interessato a provare nuovi prodotti, Kelly ci ha sempre dato feedback preziosi e si è prodigato nelle referenze per RCF; è una fonte rispettata e attendibile nel consigliare con quale sistema sia meglio lavorare. Abbiamo molto apprezzato i suoi sforzi e vorremmo onorare il lavoro di Ketch premiandolo con l'"RCF USA Special Recognition Award" 2011,
RCF incontra Ketch Kelly – che condivide alcune sue esperienze - per parlare del suo ingresso nel mondo dell'audio.
Come hai cominciato ad interessarti al mondo audio e all'ingegneria del suono?
Se non conta quando da adolescente scassavo gli stereo, ho cominciato quando mi sono arruolato e ho prestato servizio prima su una portaerei e poi su un sottomarino nucleare. Sistemi distribuiti così imponenti erano affascinanti. Quandò quell'esperienza finì, un mio caro amico cominciò ad andare in tour come musicista con Bob Marley e Peter Tosh. Ho cominciato come Roadie e ho prestato attenzione ai sistemi che usavamo e a come funzionavano. Venendo dall'esperienza con un sistema del sottomarino nucleare, mi piacevano gli apparati ben costruiti e curati nei dettagli.
Qual è il tuo principale background audio?
Come tecnico audio per il missaggio FOH ho lavorato al Ritz di NYC; ho seguito, con diverse mansioni, i tour di numerose band degli anni '70 e '80 e con Bob Marley, Peter Tosh, Jimmy Cliff. Ho lavorato per un costruttore di hotel e ho realizzato diversi sistemi distribuiti e large club tanto per la musica dal vivo che registrata in tutti gli Stati Uniti. Qui al CNU sono tecnico audio e ho progettato molti nostri sistemi audio video per le sedi del campus. Il Ferguson Center, la Music & Theater Hall, lo Studio Theater e il Gaines Theater come anche la Sala studenti: The Crows Nest.
Quando hai scoperto i prodotti RCF e qual è stata la tua prima esperienza?
Con i driver utilizzati in un'ampia gamma di cabinet; sono rinomati per avere un'ottima performance anche in condizioni d'uso impegnative.
C'é qualcosa di particolare che ti piace nei prodotti RCF, qualcosa che ti abbia colpito mentre li utilizzavi?
Beh, spesso dico che noi siamo tecnici del suono innanzitutto per fare sì che “suoni bene”. Oggi, chiunque può trovare ciò che serve per stabilire se l'attrezzatura che ha “suona bene”. Ho cuffie molto accurate, ma che non vanno bene per ciò che mi servono! La prima volta che abbiamo montato i TT3 è stato per uno show che doveva tenersi quello stesso pomeriggio; quindi li stavamo provando in quel momento. I tecnici del tour mi guardarono e mi dissero “comprali”. Era con me un gruppo di tecnici del suono che ascoltarono un po' e rimasero sbalorditi per come suonava la musica che tutti conosciamo bene e che usiamo per fare il sound check. La profondità del suono è la cosa che mi colpì più di tutte: le immagini in ciascuna traccia e i dettagli mi conquistarono. Ci troviamo in una sala concerto da dove passano centinaia di spettacoli e tutti le più grandi speaker line. Non mi piace parlar male delle attrezzature che non apprezzo io, perché francamente tutti gli speaker moderni sono notevoli; tutto dipende dalle sensazioni che ti trasmettono! La serie TT mi regala un largo sorriso ogni volta che l'ascolto.
Avendo lavorato con l'audio e le installazioni per molti anni, quali sono i principi chiave in base ai quali scegli di lavorare con un determinato sistema?
“C'è quello nuovo e quello rinomato”. Non prenderlo solamente perché è un prodotto che va di moda; attento a dove vanno a finire i tuoi soldi. Detto questo, ovviamente bisogna sempre tenere d'occhio i nuovi prodotti con mente aperta e facendo attenzione anche alle rifiniture. Quella compagnia e quei prodotti saranno ancora sul mercato in futuro? Scegli l'opzione qualità/prezzo migliore e (pensando al) il livello di competenze dell'operatore che la userà ogni giorno. Così suonerà alla grande.
Hai realizzato diverse installazioni in chiesa. Qual è la principale sfida quando decidi quale tipo di speaker e sistemi utilizzare per questo tipo di installazioni?
Non è esattamente così. Ho installato degli organi a canna quando avevo 17 anni e questo mi ha fatto apprezzare l'ambiente acustico di quegli spazi. Ora sto lavorando sul progetto di una cappella qui al campus che ha delle esigenze piuttosto comuni per un teatro, ma insolite in questo caso. Lo spazio deve essere pulito, senza attrezzature in vista, ma quello stesso spazio verrà usato per tutti i tipi di eventi: dall'acustico alle orazioni fino al suono elettronico; quindi per il momento i migliori mi sembrano gli assortimenti Steerable.
Quando fai installazioni in vari luoghi, sale concerto etc, come ti assicuri che i sistemi avranno una performance che si adatterà a quello spazio o a quella stanza?
Innanzitutto, quando il budget lo permette, penso in grande; poi rifletto sul perché viene usato quel luogo. E penso anche a come potrebbe essere utilizzato in futuro. Poi bisogna vedere cosa dice la scienza su quello spazio. L'ultimo pensiero è d'intuito; penso a “se dovessi ascoltarlo per me solo”. L'esperienza ti dice cosa può funzionare.
I prodotti RCF TT+ hanno molti DSP di serie. Qual è la tua esperienza con i DSP per questi grossi sistemi? Pensi possa essere un buon aiuto per creare un perfetto audio?
Mi piacciono i DSP in generale, ma penso ci siano parametri che non devono essere cambiati come ad esempio i punti di crossover. Mi piace poter monitorare livelli e condizioni degli amplificatori, il consumo di potenza etc...Mi piace essere capace di ottenere qualche volta anche gli echi più remoti.
Qual è la più grossa differenza fra i sistemi audio di oggi e quelli con cui hai lavorato cinque anni fa?
La qualità costante dei corni per la riproduzione e il controllo e anche le sezioni di amplificatori di potenza sugli speaker auto-alimentati. Penso che il TT45 sia un ottimo esempio di queste qualità sia sul palco che a distanza ravvicinata. Garantiscono grande chiarezza e controllo, ma suonano a meraviglia, cosa che, in genere, non accade con i monitor da palco che suonano alto. Ricordo che alla fine degli anni '70 c'era il membro di una band che chiedeva più cassa e non c'era niente da fare, le avevamo provate tutte. Infatti, guardando il monitor potevi vederlo saltare ad ogni colpo di cassa e quindi glielo dissi, “quando salta c'è la cassa”. Questo non sarebbe successo con gli speaker che usiamo oggi.
La tecnologia si evolve continuamente, secondo te qual è la prossima decisiva caratterista nel design degli speaker che potrebbe agevolare il lavoro degli ingegneri del suono?
Un maggior controllo steerable digitale da usare tanto quando non vogliamo potenza che quando la vogliamo. Un hardware rigging migliore così che ci siano meno possibilità di incidenti nell'assemblaggio dell'attrezzatura. E forse una scansione laser per mostrare tutta l'area di copertura e non un solo punto.
Quando lavori con le band, hai notato se sono interessate o meno al suono reale sul palco e se, quindi, vogliono assicurarsi che l'audio sia vicino a quello dei dischi?
Essendo un tecnico da studio mi rendo conto che spesso sono concentrati al monitor mix e prestano meno attenzione all'house mix. Si aspettano che tu metta a posto l'audio da studio e qualche volta devi spingere per avere il tempo necessario per intervenire.
Oggi ci sono molte risorse on line per ottenere informazioni su equipaggiamenti, installazioni, nuove tecnologie etc Quali utilizzi per aggiornarti oppure sei tu a mettere a disposizione di altri tecnici audio la tua esperienza?
Uso i siti FOH e SPL che sono aperti e molto aggiornati; sono ottimi per scambiare esperienze sull'attrezzatura e le competenze.
Oggi molti parlano delle sfide da affrontare per fare in modo che il livello dell'audio nei concerti e negli spazi pubblici sia sotto controllo e che si mantenga ai livelli stabiliti dalle varie istituzioni. Hai esperienza con questo, e che ne pensi del fatto di dover lavorare con una serie di regole?
Anche io penso che non ci sia bisogno di fare chiasso come un tempo perché possiamo incanalare la potenza con arrays, DSP e design del cabinet etc C'è un anfiteatro locale che avvisa di non fare troppo rumore e ti arresta se ignori quell'avvertimento. Ho conosciuto, invece, tecnici che usano i livelli SPL contract come una scusa per aggirare le regole e spingere il banco sempre più forte quando si cerca di controllarli. Sono stato, insomma, su entrambi i lati della barricata, ma penso sia necessario usare il buon senso perché se spingi la gente ad esagerare perché tu puoi, allora è giusto che il tuo ego sia corretto con i controlli. Fallo suonare alla grande, onnicompresivo e potente.
Tutti i tecnici audio hanno le loro canzoni prova preferite, tanto per menzionarne una: Donald Fagen´s I.G.Y. Quali canzoni ci sono nel tuo CD test?
One Voice - the Wailin’ Jennys The Hounds of Winter – Sting Seven Bridges Road (live)- Eagles Lisztomania – Phoenix In the Darkest Place – Burt Bacharach& Elvis Costello Maria Rita 1st album Jamie Cullum Jeff Beck Live at Ronnie Scotts
These are a few - I have others Donald Fagen / Steely Dan etc.
Quando RCF ha messo in commercio il sistema TT+, la linea di prodotti era stata progettata grazie a molti input dei tecnici FOH. Visto che hai lavorato con il TT+ ci sono cose nell'impostazione dei prodotti grazie alle quali questi sistemi sono più facili per lavorare rispetto ad altri?
Si, gli interruttori da incasso e le posizioni del connettore sono ben progettate: il rigging va abbastanza bene e mi piacerebbe avere un modo per tenere le “bracket tongues” senza sporcarsi le dita. Sono davvero facili da trovare gli appigli e un rapporto peso potenza fuori dal mondo.
Dal tuo punto di vista, cosa pensi sia importante per i produttori di speaker per mantenere il livello qualitativo e non compromettersi mai?
In una parola, la musicalità. Possiamo realizzare sistemi davvero precisi, ma che hanno bisogno di anima, di cuore. C'è una cosa che dobbiamo ricordare: possiamo essere tecnici, ma siamo anche a buon diritto degli artisti. Non sono d'accordo con alcuni ingegneri che dicono che dobbiamo soltanto riprodurre fedelmente ciò che è sul palco. Direi che dobbiamo sì restare fedeli a ciò che si sta svolgendo sul palco ma dobbiamo mettere tutti noi stessi in quello spettacolo altrimenti basterebbe avere un computer per bilanciare i gain in entrata e inviare quello.
Su quali progetti stai lavorando ora?
La cappella qui al CNU e un ammodernamento al sistema della Sala Concerti al Ferguson Center. Abbiamo appena finto il nostro quarto teatro del Campus (con TT25 e TT45); la scuola ha speso $700,000,000 in nuove attrezzature negli ultimi 12 anni e ne stanzierà altri $500,000,000 per gli anni a venire. E' una scuola pubblica e conta circa 5000 studenti.
Qual è la tua “band da sogno” per l'FOH, e perché?
Ho lavorato con band grandiose e ciascuna di esse ci mette qualcosa di suo. Bob Marley e Petere Tosh rientrano certamente nella categoria “sogno” ed essere ingegnere da studio qui ha permesso di lavorare con un enorme numero di artisti e ingegneri. Ciò detto, penso che tutti I tecnici audio pensino che il loro mix sia il migliore, siamo noti per il non avere opinioni, mai!
Qual è stata, in qualità di spettatore, la tua esperienza di concerto più grande in assoluto?
Lavoro nella maggior parte dei concerti che vedo, così è stato molto tempo fa: Penso a quel grande evento che furono Woodstock e l'era dei Watkins Glenn.
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